Un ciclo di escursioni dedicato alla scoperta delle alpi carniche
Quando penso alla Carnia, il mio primo pensiero va ad un luogo in particolare: il lago Volaia. Da bambino infatti andavo in campeggio parrocchiale a Collina di Forni Avoltri e tra i ricordi indelebili dei giochi e del divertimento trovo anche qualcosa di più intimo e profondo. È il verde brillante dei boschi di abete e dei pascoli, è il bianco abbagliante del monte Coglians. Perchè, forse, è proprio questa dicotomia che caratterizza la Carnia ma più in particolare le Alpi Carniche, la dolcezza e l’accoglienza delle sue valli e pascoli e la durezza e asprezza delle sue pareti rocciose.
Ma cosa sono le Alpi Carniche?
Detta in maniera didascalica sono una catena montuosa che si estende per oltre 100km di lunghezza e che, in regione, vanno da Sappada a Coccau. Sì, avete letto bene! Le Alpi Carniche arrivano fino a nord di Tarvisio in quanto fanno da confine settentrionale con l’Austria. La loro natura di orizzonte verticale ha reso i pochi valici crocevia fondamentali della storia: pensiamo ad esempio alla Romea Strata, la strada romana che valicava Passo di Monte Croce Carnico per andare verso il Norico. Pensiamo a quando, poco più di 100 anni fa, queste montagne sono state macchiate dal sangue di migliaia di giovani soldati morti nelle trincee ma pensiamo anche al “anin, senò chei biadz ai murin encje di fan” (andiamo che se no quei digraziati moriranno anche di fame) della coraggiosa Maria Plozner Metil e delle sue portatrici carniche.
Da un punto di vista storico le Alpi Carniche sono legate agli albori della civiltà umana in questi territori, ma cambiando punto di vista e guardandole con la lente del geologo scopriamo che la loro storia è ancora più affascinante.
È una storia che inizia quasi 500 milioni di anni fa, quando la Carnia si trovava vicino all’odierno circolo polare antartico. È una storia che si intreccia con l’albero della vita, dove le bianche pareti dello Zermula o del Peralba altro non sono che barriere coralline di centinaia di milioni di anni fa, dove le dolci alture intorno al Passo Pramollo celano un mondo di fossili e le orme di un anfibio di due metri di lunghezza.


Ma non sono neanche solo le rocce a rendere le Alpi Carniche qualcosa di unico. Saranno i laghetti d’alta quota, saranno le torbiere dalle mille fioriture, saranno le malghe con gli animali al pascolo, saranno le persone. Difficile dirlo con certezza. Certa però è una cosa. La nostra voglia di portarvi a scoprire queste meravigliose montagne.
Ecco perché, durante il mese di luglio, abbiamo pensato di proporvi cinque itinerari per ammirare le Alpi Carniche da diversi punti di vista.
Cinque itinerari di diversa difficoltà che vi regaleranno panorami, ricordi e profumi da custodire per sempre nel cuore. Diventando un po’ più consapevoli della bellezza che ci circonda.
- Domenica 09 luglio – Escursione sul sentiero delle Portatrici Carniche (Paluzza);
- Sabato 15 luglio – Escursione in Val Dolce (Paularo);
- Domenica 16 luglio – Escursione sul Monte Corona da Passo Pramollo (Pontebba);
- Domenica 23 luglio – Escursione sulla Creta di Timau (Paluzza);
- Domenica 30 luglio – Escursione sul lago Dimon (Treppo Carnico)








