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Cosa fare se si incontra un orso?​

Cosa fare se si incontra un orso?​

Cosa fare se si incontra un orso?

Andrea Caboni, naturalista, ha scelto di lavorare nella gestione e conservazione della fauna. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università di Udine lavorando sullo sciacallo dorato in Friuli Venezia Giulia.

Durante la sua carriera ha partecipato a progetti di ricerca sulla lince (Norvegia e Italia), sull’orso bruno (Italia e Slovenia), sul bisonte europeo (Slovacchia), sullo sciacallo dorato, sul gatto selvatico e sugli ungulati, incluso il cervo sardo (in Italia). Ha inoltre partecipato al progetto di sviluppo sostenibile “Pride Of Ghana”.

Vicepresidente di Wild Routes APS, è l’ideatore e accompagnatore del viaggio “Wild Slovenia – alla scoperta dell’Orso Bruno” e qui ci introduce un possibile approccio al tema della convivenza con i grandi carnivori.

Nella mia attività di guida e divulgatore scientifico spesso mi è capitato che vari interlocutori, con diverse idee e motivazioni, mi facessero una domanda all’apparenza banale: “Cosa fare se si incontra un orso?”. Negli anni mi sono documentato, ho letto tanto, ho fatto alcune esperienze, ho anelato l’incontro e… sì, talvolta ho provato il brivido di paura quando l’incontro è avvenuto o ero convinto che stesse per accadere. All’inizio rispondevo alla domanda con un elenco di azioni da fare (o non fare!) per massimizzare le chance che l’incontro, in realtà molto improbabile, si trasformasse in una memorabile avventura da raccontare e ridurre al minimo il rischio d’incidente. Col tempo questo elenco di buone pratiche, benché formalmente corrette, mi sono sembrate sempre un po’ più deboli, pallide, incomplete.

Dopo i fatti di cronaca e la bagarre politica degli ultimi due anni forse darei una risposta apparentemente banale come la domanda: “Se si ha la possibilità, anche remota, di incontrare un orso in natura bisogna arrivare preparati all’incontro”.
Probabilmente questa risposta non soddisferà i più, per questo bisogna avere un po’ di pazienza per poter capire meglio sia la domanda che la risposta conseguente. Se una persona domanda come ci si deve comportare se si incontra un orso, è quasi sempre perché ritiene di avere una possibilità, anche remota, di incontrare effettivamente un plantigrado.
Mi spiego meglio: la domanda non mi è mai stata posta mentre lavoravo come faunista in Sardegna o in Africa, ma solo da chi vive o visita territori in cui un orso compare e/o lascia qualche segno del suo passaggio, anche saltuariamente. Il quesito si rivela quindi un po’ meno banale, perché in quella domanda c’è una implicita dichiarazione di paura e impreparazione ad un eventuale pericolo reale, un’ammissione di inadeguatezza nei confronti di una minaccia potenziale rara ma concreta.

Un giovane Andrea mentre raccoglieva campioni di pelo raccolti da un'esca.

Personalmente credo che il modo migliore per affrontare un evento eccezionale sia quello di essere preparati all’eventualità che accada veramente. Prendiamo i terremoti in Giappone: lì i fenomeni sismici, anche intensi, avvengono abbastanza spesso! Per questa ragione, l’intera popolazione giapponese, a partire dalle scuole inferiori, viene preparata a reagire correttamente all’eventualità di una scossa. Non solo: il tessuto urbano, le costruzioni, le forze dell’ordine, i soccorsi e l’intera popolazione vengono continuamente controllati, aggiornati, addestrati per essere il più efficienti possibile in caso di emergenza. In questo modo, oggettivamente, il Giappone è il Paese al mondo che meglio affronta questo tipo di eventi eccezionali, limitando o annullando quasi del tutto gli effetti negativi che possono conseguire ad un sisma.

Se avete avuto la pazienza di leggere fino a qui, forse state intuendo dove voglio andare a parare: in alcune aree d’Italia, come nella nostra regione, per una serie di scelte politiche e dinamiche naturali, che non discuteremo in questo momento, l’eventualità che chi va per boschi incontri un orso esiste! Pertanto se ci piace andare per boschi, se ci capita di farlo anche saltuariamente per qualsiasi motivo, dobbiamo prepararci all’eventualità (seppur remota) che l’incontro con l’orso possa avvenire. Il fatto che ci piaccia o meno l’idea di incontrare un grande carnivoro nei nostri boschi non cambia di una virgola la probabilità statistica di incontrarlo. Mentre essere informati correttamente su come agire e attuare i comportamenti che prevedono questa eventualità può fare una grande differenza nell’evitare conseguenze spiacevoli.

In Slovenia, una nazione con un territorio leggermente più piccolo della Lombardia, c’è una delle più alte densità al mondo di plantigradi, eppure le statistiche indicano solo da 0-3 incidenti con gli orsi all’anno (dove per incidente si intende un contatto fisico tra il plantigrado e l’umano). Tuttavia l’attitudine della popolazione nei confronti dell’orso rimane positiva, anzi spesso vengono stigmatizzati i comportamenti errati da parte delle persone coinvolte negli incidenti. Quindi qual è la differenza con l’Italia, dove per ogni incontro si scrivono decine di articoli e si interpellano molteplici opinionisti (spesso con poca o nessuna preparazione tecnica)?

Beh, io credo che la differenza sia proprio il grado di preparazione della popolazione: in Slovenia, ma non solo, esiste una informazione puntuale su quali siano le misure corrette da adottare o da non adottare, le persone conoscono sin da piccolissime quali sono i comportamenti corretti per evitare o minimizzare la probabilità di un incontro con l’orso, la maggior parte delle persone viene istruita su quali possono essere le azioni a rischio e quelle assolutamente da evitare per scongiurare che l’incontro con un orso si trasformi in qualcosa di spiacevole. Tutto questo lavoro non azzera e non può azzerare il rischio di un incidente, ma lo riduce sensibilmente e fa cambiare la prospettiva sui pochissimi incidenti che talvolta avvengono.

Perciò alla domanda “Cosa si deve fare se si incontra un orso?” la risposta potrebbe essere: si deve arrivare preparati all’incontro, si deve accettare che esattamente come una valanga, una caduta in montagna o un incidente in auto, l’incontro con l’orso è un evento possibile in certe zone del nostro territorio e pertanto è necessario, se vogliamo evitare conseguenze gravi, che ci tuteliamo, ci informiamo e adottiamo comportamenti idonei a limitare le conseguenze negative durante un possibile contatto, sia che questo incontro lo desideriamo sia che lo vogliamo assolutamente evitare.

Un alveare adattato, per prevenire le predazioni da orso.

La coesistenza con l’orso, ma potremmo dire con la natura in generale, non è una materia universitaria ma piuttosto una serie di piccole azioni corrette che si devono radicare nella cultura e nella quotidianità di una popolazione che vive in aree frequentate dai plantigradi. Azioni che i nostri avi conoscevano bene ma dobbiamo solo riscoprire, visto il lungo periodo di mancata interazione causato dall’estinzione locale a cui avevamo portato questo animale.

Se veramente siamo la specie più intelligente al mondo dovremo riuscire a capire che l’orso non ha la consapevolezza di essere salvato, tutelato, protetto e molto ha già fatto (diventando notturno, ritirandosi nei territori più remoti, imparando ad evitare certi siti, etc.) per sopravvivere nonostante la nostra presenza. Coesistere con l’orso, a mio parere, è solo un vantaggio per l’uomo poiché ci permette di ricordare da dove veniamo, ci ricorda che siamo mortali, ci fa sentire un po’ meno sicuri, ci permette di sognare un incontro magico con quello che una volta era il nostro peluche da bambini, ma che in realtà è sempre stato il silenzioso re delle foreste temperate, un compagno di evoluzione quasi sempre silenzioso la cui presenza mi conforta.

Perché quindi dovremmo imparare a convivere con l’orso? Perché in questo piccolo, unico, pianeta ci sentiremmo un po’ più soli senza l’orso: le favole dei bambini i loro sogni e le nostre avventure sarebbero un po’ più sbiadite, meno vivide. Perché lasciare ai nostri figli un mondo senza orso sarebbe un altro piccolo, grande fallimento di noi adulti.

Andrea Caboni

Sull’orso è stato scritto tanto e molto ancora si può dire, per chi volesse approfondire l’argomento consiglio:
https://www.scienzainrete.it/articolo/breve-guida-evitare-guai-con-gli-orsi/laura-scillitani/2023-05-22

Per chi invece spera o teme un incontro:
https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/cosa-fare-se-si-incontra-un-orso/

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